fbpx

Borgo Nuovo, “l’altro centro” di Torino che affronta la crisi grazie alla Cultura

I commercianti del quartiere Borgo Nuovo di Torino decidono di fare rete per superare la crisi economica causata dall’emergenza sanitaria con l’obiettivo di trasformare il quartiere in un vitale e armonico centro commerciale all’aperto.

“Rilanciare Borgo Nuovo significa farne un punto di riferimento attrattivo sia per il cittadino che per il turista, promuovendo eventi e iniziative culturali e per attirare l’attenzione sulle numerose attività e botteghe storiche presenti, sia quelle visibili dalle vie sia quelle nascoste nei meravigliosi cortili di un tempo”, dicono gli ideatori.

Il portale borgonuovotorino.it raccoglie in un’unica piattaforma digitale più di 50 attività locali di qualità, tra ristoranti, bar, alberghi, gallerie d’arte, gioiellerie, boutique, centri di benessere e artigianato ovvero quel mondo del commercio e della piccola impresa oggi maggiormente in crisi.

Formatosi nell’Ottocento, il borgo divenne la zona residenziale dell’alta società torinese, riunendo un insieme di eleganti palazzi come ad esempio la casa Ponzio-Vaglia dell’ingegnere Alessandro Antonelli all’incrocio fra via Giolitti e piazza Maria Teresa.

La formazione dell’insediamento avvenne fra gli anni Venti e Sessanta tramutando l’area in un borgo residenziale apprezzato dall’alta società torinese. Separato rispetto al nucleo urbano di matrice storica dai reliquati delle mura settecentesche su cui sorse il Giardino dei Ripari, il borgo aveva accolto in precedenza istituzioni assistenziali e religiose, come l’ospedale di San Giovanni Battista, il ritiro delle Rosine, il convento dei Padri Trinitari Scalzi e quello delle Agostiniane. Fra i più interessanti edifici, il Palazzo Bogliani in via Cavour dell’architetto Giuseppe Formento (attivo a Torino nel periodo 1820-1840) e la Palazzina Baricalla dell’architetto Carlo Sada (1809-1873) al quale si deve la vicina chiesa di San Massimo.

La palazzina riunisce un complesso di appartamenti prospiciente piazza Maria Teresa, luogo che ancora oggi esprime compiutamente la temperie culturale che segnò la nascita del borgo. Chiusa verso via Giolitti dall’imponente casa Ponzio-Vaglia progettata dall’ingegnere Alessandro Antonelli (1798-1888), la piazza, un tempo coronamento di una successione di slarghi alberati, è occupata da un giardino che conserva dal 1858 la statua di Guglielmo Pepe (1873-1855), patriota e generale italiano nell’esercito del Regno delle Due Sicilie, opera dello scultore Stefano Butti (1807-1880).

Borgo Nuovo è un quartiere vivo e palpitante delineato dalla storia, dall’architettura, dagli abitanti, dalle attività costruito fuori delle mura abbattute da Napoleone. Le sue chiese e i suoi palazzi sono (con rare eccezioni) in stile neoclassico. È un borgo “risorgimentale”, segnato dal patriottismo e dalla presenza degli esuli politici dopo i fatti del ’48-’49; abitato (in origine) dalle famiglie nobili, in via della Rocca, e da quelle dell’alta borghesia nelle strade a sud; privo d’industria, è sede del commercio e del terziario; vari pittori lo hanno scelto per i loro studi, infatti numerose sono le Gallerie.

Leggi l’articolo su:

Cultura e Identità

Menu